Piazza di Spagna e piazza del Popolo, due luoghi simbolo di Roma a pochi passi da Spagna Dream Suites

Piazza di Spagna, dall’alta moda, alla famosa scalinata, alla fontana del Bernini

Questa piazza è una delle più famose di Roma; posizionata ai piedi della collina del Pincio, piazza di Spagna ha da sempre rappresentato (e ancora oggi lo è) il centro della vita culturale e turistica della città di Roma. L’eleganza è senza dubbio la sua caratteristica principale: la cornice offerta dai palazzi color ocra, la fontana del Bernini e la scalinata su cui si erige la chiesa di Trinità dei Monti contribuiscono a creare un’atmosfera raffinata e settecentesca. Oltre la ricchezza artistica di cui parleremo tra poco, è la piazza dell’alta moda; griffe come Gucci, Bulgari e Valentino hanno i loro flagship stores proprio qui vicino. In piazza di Spagna hanno abitato poeti illustri come John Keats  e Percy Bysshe Shelley e ancora oggi questo luogo rappresenta un patrimonio culturale di inestimabile valore. La piazza, che nel Seicento si chiamava di Francia, con la celeberrima scalinata di Trinità dei Monti, deve il suo nome al palazzo di Spagna, sede dell’ambasciata dello stato iberico presso la Santa Sede. Al centro della piazza vi è la famosa fontana della Barcaccia, che risale al primo periodo barocco, scolpita da Pietro Bernini e da suo figlio, il più celebre Gian Lorenzo Bernini.

All’angolo destro della scalinata vi è la casa del poeta inglese John Keats, che vi morì nel 1821, oggi trasformata in un museo dedicato alla sua memoria e a quella dell’amico Percy Bysshe Shelley, piena di libri e memorabilia del Romanticismo inglese. All’angolo sinistro, invece, c’è la sala da tè Babington’s, fondata nel 1893. Dal lato di via Frattina sorge il Palazzo di Propaganda Fide, di proprietà della Santa Sede. Di fronte alla sua facciata, progettata dal Bernini (mentre la facciata laterale è del Borromini), svetta la colonna dell’Immacolata Concezione, che fu innalzata dopo la proclamazione del dogma per volontà del re Ferdinando II delle Due Sicilie in ringraziamento per uno scampato attentato e inaugurata l’8 dicembre 1857. Dal 1923 i vigili del fuoco offrono un acrobatico omaggio floreale alla statua, avvalendosi delle loro scale e dal 1958 è tradizione che il Papa, a partire da Giovanni XXIII nel 1958,  presenzi a questa cerimonia. Attualmente l’omaggio floreale di Piazza di Spagna, sempre accompagnato da una preghiera mariana del Papa, è una delle cerimonie religiose più amate e popolari in Roma.

La scalinata di Trinità dei Monti

La monumentale scalinata di 135 gradini, commissionata dal cardinale de Tencin, fu inaugurata da papa Benedetto XIII in occasione del Giubileo del 1725; venne realizzata per collegare l’ambasciata borbonica spagnola alla chiesa di Trinità dei Monti e progettata sia da Alessandro Specchi che da Francesco De Sanctis. Quest’ultimo optò, dopo varie discussioni, per una grande scalinata decorata da numerose terrazze-giardino, che in primavera ed estate viene addobbata con fiori e realizzata in modo che, avvicinandosi, gli effetti scenici aumentino e arricchita dalla creazione di lunghe, profonde prospettive culminanti con quinte o sfondi a carattere monumentale, tipiche della grande architettura barocca. L’ultimo restauro della scalinata è terminato, grazie al contributo di Bulgari, il 21 settembre 2016.

Piazza del Popolo, l’arte stratificata dagli Egizi al Neoclassico

Questa è un’altra delle piazze più conosciute di Roma e più famose al mondo; posizionata ai piedi del Pincio, è l’emblema culturale della “romanità” e qui si incontrano via del Babuino, via Ripetta e via del Corso, le tre arterie principali del centro storico di Roma. Rappresentazione del mecenatismo papale rinascimentale, fu antica sede di giochi, fiere, spettacoli popolari ed esecuzioni capitali mentre oggi è popolata da locali commerciali, divenuti parte integrante della piazza  e anticamente frequentati da personaggi cari alla storia di Roma come Trilussa, Guttuso e Pasolini. “Felici faustoque ingressui MDCLV” (“Per un ingresso felice e fausto“) è il messaggio inciso dal Bernini sulla Porta del Popolo (l’antica Porta Flaminia). Le due chiese gemelle Santa Maria di Montesanto e Santa Maria dei Miracoli, l’Obelisco Flaminio (il più antico e il secondo più alto di Roma), e le due fontane di Valadier contribuiscono a creare l’atmosfera affascinante della piazza con la chiesa di Santa Maria del Popolo, costruita sul luogo di sepoltura dell’imperatore Nerone.

L’origine del nome della piazza è incerta: c’è un’etimologia che deriva dal latino populus (pioppo), sulla base della tradizione che vuole ci fosse, nella zona, un boschetto di pioppi vicino alla tomba di Nerone mentre le cronache riportano che  verso il 1100 Papa Pasquale II fece costruire a ridosso delle mura una cappella, a spese del popolo romano (quella su cui poi sarebbe sorta l’attuale chiesa di Santa Maria del Popolo), per cui, a ragione, la piazza diventò “del popolo”.

L’architettura unica di piazza del Popolo: le chiese, i dipinti di Caravaggio, l’obelisco e le fontane

La piazza e la sua porta sono un esempio di stratificazione architettonica, a causa dei continui avvicendamenti di pontefici che comportavano modifiche e rielaborazioni. Sulla piazza affacciano ben tre chiese: Santa Maria del Popolo e le due chiese gemelle, Santa Maria in Montesanto (1675) e Santa Maria dei Miracoli (1678), che conferiscono alla piazza un aspetto barocco. La più antica è la basilica di Santa Maria del Popolo, nell’XI secolo da papa Pasquale II e poi ricostruita sotto papa Sisto IV tra il 1472 ed il 1477. Tra il 1655 ed il 1660 papa Alessandro VII decise di restaurare la chiesa affidando l’incarico a Gian Lorenzo Bernini, che le diede una chiara impronta barocca che si può ammirare ancora oggi. La chiesa ospita dipinti di grandissima importanza come la “Conversione di San Paolo” e la “Crocifissione di san Pietro” del Caravaggio e affreschi del Pinturicchio, oltre alle architetture di Raffaello Sanzio e del Bramante e ad alcune sculture di Gian Lorenzo Bernini. Al centro della piazza è ben visibile l’Obelisco Flaminio; alto 24 metri e costruito ai tempi dei faraoni Ramesse II e Merenptah (1232-1220 a.C.), fu portato a Roma sotto Augusto e collocato al Circo Massimo; è qui dal 1589 per volontà di Papa Sisto V.

L’aspetto architettonico ed urbanistico odierno di piazza del popolo si deve all’architetto neoclassico Giuseppe Valadier agli inizi dell’Ottocento; grazie al suo intervento la piazza assunse l’attuale forma ellittica nella parte centrale, completata da una duplice esedra decorata con numerose fontane e statue, che si protende verso la terrazza del Pincio (che divenne una delle più celebri passeggiate di Roma) e verso il fiume Tevere. Nel 1823 Valadier posizionò ai quattro angoli dell’obelisco altrettanti leoni in marmo in stile egizio (in armonia con le origini del monumento), dalle cui fauci un getto d’acqua precipita in una vasca. Subito dopo realizzò altre due fontane quasi gemelle, posizionandole al centro delle pareti curve che delimitano l’ellisse della piazza e anche la rampa di raccordo tra la piazza ed il Pincio fu ornata da Valadier da una fontana maestosa, una struttura composta da due architetture differenti e sovrapposte. Oggi piazza del Popolo è un’ampia isola pedonale e un luogo di eventi pubblici grazie alla sua capienza di 65.000 persone e un luogo frequentato quotidianamente da migliaia di turisti.

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