I sampietrini, la pavimentazione storica simbolo di Roma

I piccoli blocchi di roccia chiamati sampietrini

piccoli blocchi chiamati sampietrini (o sanpietrini) identificano Roma come alcuni dei suoi importanti monumenti: costituiscono la pavimentazione di molte strade e piazze del centro storico della capitale (e in particolar modo di piazza San Pietro da cui hanno preso il nome) dal XVI secolo; detti in romanesco “serci” (cioè selci), sono blocchetti di pietra tagliati a forma di piramide tronca (come un cubetto).

I sampietrini nella storia di Roma

I sampietrini furono messi in opera per ottenere un selciato uniforme e compatto, in grado di essere levigato dall’attrito dei carri e vennero usati soprattutto da Papa Sisto V nella grande sistemazione della città da lui compiuta tra gli anni 80 e 90 del 1500, tanto che arrivò a selciare ben 120 strade. Guido Blado Foglietta scrisse in quel periodo un manuale su questa tecnica di pavimentazione, “Il discorso sul mattonato e selciato di Roma”, mentre nel Seicento i sampietrini vennero utilizzati in tutta la città per la grande diffusione delle carrozze e nacque anche un vero e proprio artigianato di questa tecnica di pavimentazione.

L’origine della parola sampietrino è un po’ più tarda, risale al 1725, anno in cui questi blocchi furono usati per sostituire la vecchia pavimentazione di piazza San Pietro che era danneggiata. Furono poi impiegati massicciamente a partire dal XVIII secolo e in quegli anni si affermò definitivamente l’arte dei “serciaroli”che provenivano perlopiù dalla provincia dell’Aquila e lavoravano a Roma da giugno a ottobre. Il più famoso tra questi era un certo “er Vaccaretto”, rimasto nella storia per la sua capacità di allineare sul suolo di una strada anche 6.000 selci in un giorno, così da coprire 60 metri quadri.

Le caratteristiche dei sampietrini di Roma

I sampietrini sono ricavati dalla leucitite, una roccia eruttiva presente nei Colli Albani e nei Monti Ernici, Sabatini e Volsini del Lazio e dalla selce, roccia sedimentaria composta quasi esclusivamente di silice, estremamente compatta e pressoché inattaccabile dagli agenti atmosferici. Queste rocce vengono tagliate in modo da ottenere blocchi squadrato di 12 cm con una base molto rastremata, non sono più alti di 17 cm e pesano oltre 3 chili. Vengono posati su un letto di sabbia o pozzolana e poi battuti, in modo da aderire al fondo stradale; la pavimentazione che ne risulta, pur essendo irregolare, risulta molto resistente ed elasticae lascia respirare il terreno grazie agli interstizi tra una mattonella e l’altra.

Il sampietrino a Roma oggi e nell’arte

I sampietrini sono arrivati ai giorni nostri resistendo per quanto possibile al banale asfalto; le migliori testimonianze della bellezza artigianale della pavimentazione con il sampietrino si trovano nelle vie consolari, in Piazza del Campidoglio, realizzata nel 1940 dall’ ingegner Silvio Sensi, Piazza Navona (nell’immagine, con i sampietrini che riflettono la chiesa di Sant’Agnese in Agone) e Piazza del Quirinale.

Tra gli attestati di un uso più artistico dei sampietrini, prima che si approdasse al cinema, ci sono le rappresentazioni delle rivolte di piazza o delle rivalità tra rioni; in particolare questa pavimentazione stradale è presente nelle stampe dell’incisore e pittore romano Bartolomeo Pinelli (1781 – 1835) che la utilizzò per raffigurare gli scontri a suon di sassaiole tra i residenti dei rivali rioni Trastevere e Monti.

Le polemiche sui sampietrini e l’attaccamento dei romani a questa peculiare pavimentazione stradale

Ciclicamente emergono a Roma polemiche sulla presenza dei sampietrini nella pavimentazione della città: gli scooteristi lamentano l’irregolarità del manto stradale, che lo rende pericoloso; l’amministrazione critica i costi di manutenzione, che risultano più elevati di quelli delle strade asfaltate e chi cammina a piedi rischia grosso, soprattutto se indossa scarpe col tacco o se piove perché i sampietrini bagnati diventano piuttosto scivolosi. Si propone quindi periodicamente la sostituzione di questi blocchi, almeno nelle arterie principali ma questi restano un tratto distintivo di Roma e, per questo, ogni proposta di una loro eliminazione è accompagnata da ondate di protesta popolare. Ed ecco perchè i sampietrini giacciono sul suolo della città eterna, immortali come lei.

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